La Chiesa di San Giacomo (Sassari)

L’Altare del Crocefisso

Altare del Crocifisso

Nel vano del muro perimetrale (più una grande nicchia che una cappella) è collocato un altare ligneo barocco del 1762, opera del sassarese Antonio Usai. Esso è composto da due colonne dai capitelli corinzi, fasciate da girali fitomorfi che, poggiando su una moderna mensa lignea, inquadrano un grande specchio nel quale è collocato una pregevole scultura policroma del Crocefisso. Il colore di fondo è il verde con decorazioni a girali dorati. Il tutto proviene dalla chiesa di Santa Elisabetta demolita nel 1904.
Il sottarco della cappella, durante i restauri, ha rivelato la presenza di interessanti affreschi purtroppo frammentari.
Il Crocefisso è un’interessante scultura lignea d’ambito spagnolo anche se mutuata dalla cultura italiana. Può essere ascritto alla prima metà del XVII secolo, o alla fine del precedente, per la compostezza classica e per la resa naturalistica della bella anatomia e delle proporzioni derivate dal Rinascimento italiano. Il modello può essere individuato nel Crocefisso Miracoloso della Chiesa della Misericordia di Alghero, arrivato in città dal mare nel 1606.
Nel passato, il primo giorno di Marzo, il grande Crocefisso veniva trasportato in solenne Processione nella Chiesa Cattedrale e li rimaneva fino al 31 dello stesso mese esposto alla pubblica venerazione. Il trentuno, con un’altra solenne Processione, cui partecipava il Capitolo Metropolitano, il Cristo veniva riaccompagnato nella Chiesa di San Giacomo.

Crocifisso

Così termina la visita della chiesa di San Giacomo; un cenno meritano ancora la seicentesca pila dell’Acqua Santa collocata vicino alla porta d’ingresso, i quadri con le 14 stazioni della Via Crucis, oleografie su carta del 1910 circa e l’organo moderno ma di foggia antica posto vicino all’ingresso.

Ecce Homo

Nella sala delle riunioni sono, tra le altre cose, un seicentesco dipinto di scuola locale assai pregevole raffigurante un Ecce Homo della prima meta del XVII secolo attribuibile al sassarese Diego Pinna e un piacevole stendardo processionale raffigurante i Martiri Turritani Gavino Proto e Gianuario dei primi del Settecento stilisticamente assai vicino alle opere sin qui conosciute del pittore Benedetto Orte e, forse, a lui riconducibile.

Stendardo processionale dei Martiri Turritani Gavino, Proto e Gianuario