Albero genealogico della famiglia Sanjust

 

La famiglia Sanjust è originaria della Catalogna: in questa regione diversi Sanjust furono noti, come cavalieri e membri di Ordini militari, fin dal secolo XII; le notizie però sono vaghe, forse perché non si sono fatte accurate ricerche negli antichi archivi.
Il primo che venne in Sardegna, addirittura al tempo della Conquista (1323) fu Nicolò di Sanjust, tesoriere generale del Re: Ughetto, probabilmente suo figlio, secondo gli storici Fara e Manno era feudatario di Villagreca.
Michele di Sanjust ebbe l’investitura della villa di Furtei (limitrofa a Villagreca) l’11.11.1415; l’investitura fu rinnovata l’8.2.1421 al fratello Dalmazzo.
Uno dei figli di Dalmazzo, Antonio Alberto (o Asberto) ebbe l’investitura in Cagliari il 19.2.1456. Antonio Asberto, unitamente al figlio Giannoto, ricevette il “privilegio di Nobiltà” da Re Ferdinando in Cordova il 26.9.1482. (privilegio rilevato e controllato da Vincenzo Amat di S. Filippo nell’Archivio de la Corona de Alagon, in Barcelona, al Registro 3588, f.160).
Le investiture continuarono pressoché ininterrottamente e possono trovarsi all’Archivio di Stato di Cagliari.
I Sanjust, che ebbero sempre residenza in Cagliari oltre che nei loro feudi (d’altra parte la contea di S. Lorenzo è costituita dalle Ville di Pirri e Pauli oggi sobborghi di Cagliari) si imparentarono con le maggiori famiglie dell’isola (Aragall, Bellit, Alagon, Brondo, Castelvì, Zatrillas, Zapata, Amat).
Il titolo di Conte di S. Lorenzo (trasmesso poi per via femminile nella seconda metà dell’Ottocento alla famiglia Roych e quindi alla famiglia Ruda) fu concesso dal Re Carlo II il 6.4.1690 a D. Francesco Carlo Sanjust Brondo (1621-1695) che era il Signore di Furtei e Villagreca, di Pauli e di Pirri ecc.

Il titolo di Barone di Teulada proviene ai Sanjust, e precisamente a Francesco Giovanni Battista Sanjust Catalan (1731-1802) dalla madre Maria Grazia Catalan Asquer.
I titoli di Marchese di Neoneli, di Marchese di San Sperate e di Conte di Tuili entrarono in casa Sanjust per il matrimonio del Barone di Teulada D. Carlo Sanjust Amat (1811-1872) con D. Mariangela Ripoll, primogenita del Marchese di Neoneli ecc Don Pietro Ripoll Nin.
Tutti gli attuali Sanjust discendono da D. Enrico Sanjust Chabod (1788-1821), il Barone di Teulada, e da D. Caterina Amat di Villarios che ebbero dieci figli dei quali Carlo, Francesco, Giovanni ed Ignazio ebbero numerosa discendenza.

di Vincenzo Amat Amat (pubblicato in occasione della Sanjust Convention, 1989)

 

Grandi conquistatori, arbitri di vita e di morte

Che si tratti di una grande famiglia è indubitabile. Il metro di valutazione, quando si parla in termini di nobiltà deve essere rapportato ai secoli ed alle gesta dei personaggi e la famiglia Sanjust vanta e tanti secoli e tanti personaggi.
Come per tutte le famiglie di origine catalana, mentre è facile la ricostruzione dell’albero genealogico da quando vengono messe le radici in Sardegna, il discorso diventa più difficile quando si deve risalire al capostipite del ramo originario.
Il cognome Sanjust è noto a Barcellona a cavallo tra il 1100 e il 1200. Nelle cronache dell’epoca si legge di un Sanjust che partecipa alla battaglia di Valenza contro i mori, di un altro che contribuisce, al servizio di Alfonso III di Aragona, alla conquista di Maiorca nel 1286 ed infine di un suo discendente col grado di tesoriere del regno di Maiorca.
Chissà se i soldi che quest’ultimo, di nome Nicola, prestò all’infante Alfonso che si accingeva a conquistare la Sardegna nel 1326, erano suoi o…della cassa del Regno.
Sta di fatto che il prestito fruttò a Nicola Sanjust una concessione nello stagno della conquistata Cagliari. È quindi probabile, anche se non storicamente accertato, che i Sanjust in Sardegna discendano da quel tal Nicola, finanziatore di principi ereditari in vena di conquiste.
Abbiamo quindi notizie certe di un Ughetto Sanjust, Signore di Villa Greca nel 1355 e di Michele Sanjust, abitante del Castello di Cagliari. Questo Michele, indubbiamente uomo di censo, acquista la villa di Furtei. Si è più sul sicuro quando si parla di Dalmazzo Sanjust, che nel 1421 riceve in feudo i villaggi di Villa Greca e Furtei, riunendo quindi sotto la sua signoria i possessi degli avi Ughetto e Michele.
Dalmazzo unirà presto (1426) ai predetti feudi quelli di Pauli, Pirri e Sisali, alle soglie di Cagliari che allora era costituita dal Castello e dalle sue appendici di Marina, Stampace e Villanova.
Ma non si deve pensare che Dalmazzo sia diventato feudatario per un colpo di fortuna: egli meritò ciò per il valore dimostrato in azioni belliche quali la conquista della Corsica ed altre spedizioni militari.
Le fortune della famiglia si consolidano nel XV secolo: il figlio di Dalmazzo, Antonio, acquisisce il titolo di Barone di Furtei ed aumenta il patrimonio della famiglia con l’acquisto dei villaggi di Segariu e Nuraxi. Elmas si aggiunge al patrimonio per i buoni uffici di Gerolamo, figlio di Antonio e così nel 1522 i Sanjust con i feudi ricevuti o acquisiti si pongono sul piano delle più facoltose famiglie nel sud della Sardegna.
Essere titolare di feudi poneva chi si trovava in tali posizione in netta preminenza nella società dell’epoca. Il feudatario godeva di enormi poteri nel suo territorio, imponeva balzelli, esercitava la giurisdizione, era arbitro talvolta di vita e di morte. L’appartenenza di diritto allo Stamento Militare, il ramo del Parlamento formato dai nobili, consentiva lo sviluppo, di amicizie, di parentele (molti sono i legami matrimoniali tra Sanjust e le famiglie della migliore aristocrazia sarda) e l’acquisizione di posizioni di potere nella vita politica ed amministrativa dell’isola.
Francesco Sanjust tanto bene meritò quale Governatore di Sassari e del Logudoro che ricevette dal Re (ormai di Spagna) il titolo di Conte di San Lorenzo.
La consolidata fedeltà di Casa Sanjust alla Corona di Spagna venne messa alla prova quando nel 1708 la flotta anglo-olandese minacciò Cagliari in sostegno a Carlo d’Austria e contro Filippo V. I Sanjust dell’epoca (tanto per cambiare il capo della famiglia si chiamava Dalmazzo) si schierarono in favore del re di Spagna.
Il figlio primogenito di questo Dalmazzo, a nome Francesco, ereditò dal padre il feudo ed il titolo di San Lorenzo mentre un figlio di Giovanni, fratello di Francesco, a nome Giovanni Battista, sposò Maria Grazia Catalan erede del feudo di Teulada portando quindi in famiglia il titolo di Barone di Teulada.
Col passaggio della Sardegna ai Savia la famiglia Sanjust prestò il suo servizio alla nuova dinastia regnante ed abbiamo Francesco, insignito dell’Ordine Mauriziano. Dalmazzo, Gran Maestro di artiglieria e prima Gentiluomo di camera del Re, nonché nel 1771 Collare dell’Ordine della SS. Annunziata, la più altra onorificenza di casa Savoia che veniva attribuita solo per meriti eccezionali. Morì Dalmazzo di San Lorenzo senza figli ed il titolo passò al fratello Giuseppe e da questi al figlio anche lui di nome Giuseppe che, dalla Spagna dove viveva si trasferì in Sardegna per godersi la belle e ricca eredità pervenutagli dallo zio Dalmazzo.
Giuseppe ebbe dalla moglie Chiara Vivaldi ben dieci figli (siamo a cavallo tra il 1700-1800). Il suo erede fu l’ultimo titolare dei feudi (aboliti nel 1838). Si distingue anche Giuseppe, suo figlio, che fu il secondo ad essere insignito del Collare dell’Ordine della SS. Annunziata.
Morto anche Giuseppe senza figli si estinse il ramo dei conti di San Lorenzo ed il titolo, per via femminile, fu trasmesso alla famiglia Ruda. Restò quindi il ramo dei baroni di Teulada che, come abbiamo visto, ebbe inizio col matrimonio di Giovanni Battista Sanjust (figlio del secondogenito del conte di San Lorenzo) con Maria Grazia Catalan, Baronessa di Teulada.
Francesco Sanjust Catalan, Barone di Teulada, è un uomo attivo ed intraprendente che promuove una serie di iniziative volte ad incrementare il già cospicuo patrimonio, secondo idee moderne. L’esempio più eclatante delle capacità imprenditoriali del Barone di Teulada è l’installazione di una salina nel territorio del feudo. Siamo nel 1765.
Il Barone di Teulada non si accontenta di ciò e bonifica, impiantando un grandissimo oliveto, la zona dove oggi a Cagliari si distendono la Via Tuveri, Piazza Palestrina e Via dei Conversi. Per tutta la durata del soggiorno degli esuli reali a Cagliari, i Sanjust con gli Amat, i Manca e le principali famiglie di allora (1799-1814) si alternarono nelle cariche di Corte, rafforzando ancora di più i legami che già stringevano la famiglia ai Savoia. Di ciò fanno fede le cariche ricoperte tra le quali ricordiamo quelle di Enrico, Gentiluomo di Vittorio Emanuele I e di Francesco, paggio di Carlo Felice.
Il primogenito di Enrico, di nome Carlo, sposò Mariangela Ripoll, Marchesa di Neoneli e San Sperate e Contessa di Tuili, acquisendo così i titoli al proprio figlio Enrico.
Carlo si interessò, oltre che delle proprietà di famiglia, dell’Amministrazione Civica di Cagliari per venticinque anni. Suo figlio Enrico, primo Sanjust Marchese di Neoneli, fu Sindaco e Assessore della Città di Cagliari. Ignazio Sanjust di Teulada, fratello di Carlo, si dedicò alle armi raggiungendo il grado di Generale dei Carabinieri.
Risalendo di due generazioni e cioè a Enrico Sanjust di Teulada, padre di Carlo, troviamo il fratello Giovanni che ebbe un figlio di nome Edmondo.
Edmondo Sanjust di Teulada è uno dei personaggi di maggiore spicco della famiglia negli ultimi cento anni. Nel 1882 divenne ingegnere del Genio Civile di Cagliari, dopo una brillantissima carriera scolastica, si fede apprezzare per opere di ingegneria quali il porto di Bosa, di Tortolì e le calate del nuovo porto di Cagliari.
Nel 1904 passò a Milano come ingegnere capo del Genio Civile (il palazzo delle Poste di Piazza Cordusio è opera sua) e fu chiamato a Roma dove gli venne affidato il progetto di legge sulla Basilicata. Nel 1908 iniziò lo studio del Piano Regolatore di Roma, di Albano, di Udine, di Falerno, tutti approvati.
Promosso nel 1909 ispettore superiore del Genio Civile a Roma fu nominato presidente di Sezione e nel 1910 presidente generale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, la più alta carica tecnica dello Stato, che tenne finché fu collocato a riposo nel 1925.
Delegato del Governo Italiano presso l’Associazione Internazionale dei Congressi di Navigazione, intervenne come tale ai congressi di Milano, Pietroburgo, Mosca, Londra e Filadelfia.
Edmondo Sanjust si interessò vivamente di politica: prima liberale, poi cattolico, fu consigliere comunale di Cagliari dal 1889 al 1905, Deputato al parlamento nella XXIII, XXIV e XXV Legislatura, Sottosegretario ai Trasporti Marittimi e Ferroviari nel governo Nitti (1917-1920). Nel 1923 fu nominato Senatore del Regno. Morì a Roma nel 1936 all’età di 78 anni.
Molto dedicò nella sua vita allo studio dei problemi della Sardegna (studio della sistemazione del Campidano, la grande bonifica di Sanluri, i lavori di correzione del Mannu e del Tirso ed i progetti dei grandi bacini di irrigazione del Campidano, del Flumendosa, del Tirso e del Rio Leni). Enrico Sanjust di Teulada: principe del foro cagliaritano, giornalista, finissimo critico e intenditore di musica, leader dei cattolici cagliaritani, filantropo: questa è un’altra figura eminentissima della famiglia.
Enrico Sanjust diresse i quotidiani: Sardegna Cattolica (1896-1906), Il Corriere dell’Isola (1907-1913) e il Corriere di Sardegna (1920-1926): promosse la costituzione nel 1904 della Società Operaia Cattolica, presiedette per molti anni l’asilo “Umberto e Margherita”, il “Carlo Felice” e il “Conservatorio delle Figlie della Provvidenza”. Per i suoi meriti nei confronti della Chiesa ricevette da Leone XIII il titolo di Conte. Si dedicò anche alla politica e fu Consigliere Comunale di Cagliari.
Morì nel generale rimpianto nel 1934.

di Francesco Amat (pubblicato ne “Il Cagliaritano” e successivamente in occasione della Sanjust Convention, 1989)

 

Sanjust ricordati nelle fonti spagnole
nel periodo antecedente la Conquista della Sardegna (1323)


Cav. Pietro di Sanjusta (1165);
Raimondo, Stefania e Dulce (1176);
Pasquale, Bernardo, Guglielmo e Bertrando (1239 e 1240);
Fra Raimondo, Cav. dell’Ordine della Mercede (1246);
Altro Raimondo (1277);
Fra Berengario, dell’Ordine dei Templari (1282);
Ferrario (1286);
Altro (?) Fra Berengario dell’Ordine di S. Giovanni di Gerusalemme, ambasciatore del Re D. Jayme II d’Aragona (1297);
Bernardo (1309).

 

L’albero Sanjust presente nel sito è stato compilato da Enrico Sanjust di Neoneli ed integrato da Enrico Amat e Vincenzo Amat Amat; gli aggiornamenti sono a cura di Enrico Aymerich

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