La descrizione degli stemmi: Nota sugli inquarti d’alleanza

di Enrico Tola Grixoni

Arma araldica dei Lado, nobili, di Ozieri (Concessione del 1642):
“Inquartato: al 1° d’argento al leone rampante al naturale sormontato da una cometa d’azzurro ondeggiante in fascia; al 2° di rosso con due maiali uno sopra l’altro; al 3° di verde al toro passante sulla pianura al naturale; al 4° d’azzurro alla quercia sulla pianura, tutto al naturale”.
Lo stemma suddescritto è un esempio classico di arma formata da inquarti d’alleanza. Il 1° e 4° quarto sono le armi proprie dei Lado: la figura del 1° quarto è tipica arma cavalleresca, le figure del 4° quarto riecheggiano le origini agricole e di proprietari terrieri dei Lado.
Il 2° quarto riporta, con qualche variante modesta, lo stemma dell’antica famiglia ozierese dei Porcu, fregiata del titolo di Cavaliere Ereditario sin dal 1572 e, in effetti, il concessionario dell’arma, il Dottor Giovanni Girolamo Lado era figlio di Giovanni Elia e della Donzella Giovanna Angela Porcu: quindi, quarto di alleanza.
Lo stesso Dottor Giovanni Gerolamo, sin dal 1600 era marito di Donna Speranza Tola e tal fatto giustifica il 3° quarto dell’arma che, con mutazione del colore del campo, da azzurro a verde, è lo stemma antico di casa Tola: un’altro inquarto d’alleanza, dunque, come affermato in premessa.
Tanto i Diplomi di Cavalierato e Nobiltà come lo stemma vennero concessi al Dottor Giovanni Gerolamo Lado Porcu nell’ottobre del 1642 ed il Lado morì nel novembre del 1643. Presumibilmente, poiché i Diplomi furono due, uno di Cavalierato e l’altro di Nobiltà, relativamente a questo secondo Diploma il Regio Fisco dovette rinvenire qualche irregolarità, peraltro non grave, poiché non lo impugnò totalmente, ma costrinse Don Giovanni Battista Lado Tola, figlio del primo concessionario, a richiedere un Diploma di conferma dei due Privilegi che, appunto, gli vennero riconfermati con altro Diploma del 1671 cui, stranamente, si fa sempre capo quasi ignorando i precedenti del 1642 che erano comunque validi salvo qualche formalità, tant’è che entrambi, Cavalierato Ereditario e Nobiltà, vennero riconfermati e non riconcessi.