Privilegio di cavalierato, nobiltà e concessione dello stemma gentilizio a Nicola Maramaldo

14.6.1777

Privilegio di cavalierato e concessione dello stemma gentilizio

Vittorio Amedeo, per Grazia di Dio, Re di Sardegna, di Cipro e di Gerusalemme,
Coll’instromento di transazione seguito li 19 dello scorso marzo tra il Nostro Fisco Patrimoniale di Sardegna e Nicolao Maramaldo, come Nipote ed Erede del fu Marchese Todde di San Vittorio sulla pretesa devoluzione al Regio Nostro Patrimonio del feudo, e Contado della Minerva, e dell’Uffizio dell’Insinuazione d’Alghero già posseduti da quest’ultimo, avendo il detto Fisco promesso in nome nostro ad esso Marramaldo oltre al titolo di Conte della Minerva anche il privilegio di Cavalierato e Nobiltà mediante il corrispettivo convenutone, noi informati della Civile nascita, onestà di costumi e sufficienza del di lui patrimonio per vivere colla decenza conveniente al grado di Cavaliere, nell’approvare con altro nostro Diploma del giorno d’oggi il riferito instromento, ci siamo altresì disposti di ratificare tale premessa con accordargli il detto privilegio. Quindi è che per il presente di certa nostra scienza Regia autorità ed avuto il parere del nostro Consiglio abbiamo conceduto e concediamo al nominato Conte Nicolao Marramaldo ed a suoi figliuoli e discendenti maschi nati e nascituri il privilegio di Cavalieri, siche il medesimo, ed essi discendenti, siano in avvenire denominati ed intitolati Cavalieri, possano cinger spada e portare tutte le altre divise ed ornamenti proprii dell’equestre dignità e godere di tutti gli altri privilegi, esenzioni, libertà, dignità ed onorificenze delle quali di ragione e giustizia le prammatiche Capitoli di Corte, usi, stili e consuetudini di tutti i nostrii domini e specialmente del Regno Nostro di Sardegna godono, ovvero possono o sono soliti a godere, in qualunque circostanza gli altri Cavalieri decorati del cingolo militare mediante che lo stesso Nicolao Marramaldo venga prima secondo il solito armato Cavaliere, a qual fine autorizziamo col presente il nostro Viceré, Luogotenente e Capitano Generale o chi verrà da lui a nome nostro destinato. All’effetto poi di dare un maggiore freggio a tale dignità accordiamo pure al summentovato Conte Nicolao Maramaldo ed ai suoi discendenti suddetti l’uso delle armi gentilizie le quali saranno in campo d’argento una montagna verde movente dall’angolo sinistro dalla punta sormontata da una Minerva con faccia, braccia e piedi di carnagione vestita d’azzurro, con un mantello svolazzante di rosso armata di lancia d’oro in atto di percuotere la cima della montagna e di un elmo di acciaio in capo spennacchiato di rosso, d’azzurro e d’argento, e sostenuta da nuvole. Sopra lo scudo un elmo d’argento bordato d’oro con sette affilature posto in terzo co’ lambrequini di rosso d’azzurro, e sormontato da corona comitale.
Dichiarando lecito al nominato Nicolao Marramaldo ed ai riferiti figliuoli e discendenti di valersi di tali armi, tanto negli atti pubblici che privati, ed in ogni e qualunque occorrenza. Mandiamo pertanto al Viceré Luogotenente e Capitano Generale del Regno nostro di Sardegna a tutti li nostri Ministri, Magistrati ed ufficiali, a titolati nobili e Cavalieri, e generalmente a tutti i nostri sudditti di stimare e riputare esso Nicolao Marramaldo e suoi figliuoli e discendenti suddetti per Cavalieri da noi come sovra legittimamente creati e costituiti con far loro, e lasciarli godere di tutti i privilegi, esenzioni ed onorificenze sovra espresse, comprensivamente all’uso delle descritte armi gentilizie loro concedute ed il presente registrarsi presso lo Scrivano de razionale che tale è la nostra mente.
Dat. dalla Veneria Reale, lì quatordici del mese di Giugno l’anno del Signore Mille Settecento Settantasette, e del Regno Nostro il quinto.
Vittorio Amedeo.

Privilegio di nobiltà

Vittorio Amedeo, per Grazia di Dio, Re di Sardegna, di Cipro e di Gerusalemme,
I motivi per cui con altri due nostri Diplomi del giorno d’oggi accordiamo a Nicolao Marramaldo ed ai suoi figlioli e discendenti maschi, il titolo di Conte della Minerva ed il privilegio di Cavalierato invitandoci a decorargli anche di quello di Nobiltà, quindi è che per il presente di certa nostra scienza Regia autorità, ed avuto il parere del Nostro Consiglio, abbiamo conceduto e concediamo al detto Niccolao Marramaldo, ed ai suoi figliuoli e discendenti maschi nati e nascituri il privilegio di Nobiltà, creandogli e dichiarandoli veri nobili, sicché per l’avvenire siano essi considerati, stimati, reputati e qualificati per tali da ogni persona di qualsivoglia grado, stato e condizione e sì in giudizio che fuori, ed in ogni atto pubblico e privato, ed abbiano a godere di tutte le onorificenze, dignità, uffizii, ragioni e libertà, insegne, distinzioni, privilegi, grazie ed indulti di cui per dritto ed in virtù delle Prammatiche, Capitoli di Corte, usi, stili e consuetudini del Regno nostro di Sardegna godono, possono e sogliono godere gli altri Nobili di esso Regno. Mandiamo pertanto al Viceré, Luogotenente e Capitano Generale del Regno stesso, a tutti li nostri Ministri, Magistrati, Ufficiali,Titolati Nobili e Cavalieri, e generalmente a tutti i nostri sudditi di così osservare e far osservare ed il presente registrarsi presso lo Scrivano del Razionale poiché tale è la nostra mente.
Dat. dalla Veneria Reale, lì quatordici del mese di Giugno l’anno del Signore Mille Settecento Settantasette, e del Regno Nostro il quinto.
Vittorio Amedeo.