Privilegio di cavalierato e nobiltÓ a Luigi Castelli

5.11.1804

Il Re di Sardegna, di Cipro e di Gerusalemme,
Duca del Genevese fratello mio amatissimo. La vantaggiosa testimonianza da voi resa all’attività colla quale l’Avvocato Luigi Castelli segue a disimpegnarsi dei doveri del suo impiego ufficio di Vice Uditore di guerra, avendoci determinati a prendere in favorevole considerazione il servigio lodevolmente da lui prestato per lo spazio di venti due anni nell’esercizio del suddivisato impiego ci siamo disposti a dargli un contrassegno del nostro speciale gradimento col conferirgli il privilegio di nobiltà e cavalierato per sè, e suoi discendenti, senza pagamento di finanza, avuto anche riguardo al merito acquistato dal fu di lui Padre, sia nei pericoli delle passate guerre, che nell’impiego in appresso di Capitano del Porto della Città d’Algheri, e ciò in compenso de’ ..., che potrebbero spettargli o dell’implorato aumento di stipendio, che lo stato attuale di coteste finanze non darebbero luogo di assegnargli. Epperciò col presente da noi firmato, e contrassegnato dall’infrascritto Reggente le nostre Segreterie di Stato, che vogliamo abbia forza di patente nella più valida forma spedita, abbiamo accordato, come accordiamo al Vice Uditore generale di guerra Avv.to Luigi Castelli, ed ai di lui discendenti maschi per linea mascolina i privilegi di nobiltà e cavalierato, creandoli e dichiarandoli nobili, sicchè per l’avvenire sieno essi considerati, e qualificati come cavalieri da ogni persona di qualsivoglia stato, grado e condizione, sì in giudizio che fuori, ed in ogni atto pubblico e privato, ed abbiano a godere di tutti i privilegi, onori, prerogative, esenzioni, libertà, distinzioni, ed onorificenze, di cui di ragione, e giusta le Prammatiche, Capitoli di Corte, usi, stili e consuetudini del Regno nostro di Sardegna, e di cui godono, possono e sogliono godere gli altri nobili, cavalieri decorati del cingolo militare.
E mentre ci riserbiamo di fare a suo tempo spedire a suo tempo li consueti Diplomi, vi teniamo intesi di queste nostre determinazioni affinchè diate i vostri ordini per la loro esecuzione, volendo che queste nostre grazie abbiano effetto fin d’ora, e a tal fine vi autorizziamo a dare le disposizioni che crederete necessarie per l’adempimento della consueta formalità. Mandiamo il presente registrarsi nei Registri del Razionale, che tale è nostra mente.
Dat. in Gaeta li 5 9bre 1804.
Vittorio Emanuele.