Privilegio di cavalierato e nobiltà a Pietro e Benedetto Ballero
12.11.1799
Privilegio di cavalierato
Carlo Emanuele, per Grazia di Dio, Re di Sardegna, di Cipro e di Gerusalemme,
Nell’aver noi con particolar soddisfazione riguardati i zelanti servigi, che ci han reso fin qui in varie occorrenze l’Avv.° Pietro Refendario nel Consiglio Nostro di Stato ed il Neg.te Benedetto fratelli Ballero della Città d’Alghero, con avere entrambi segnalato in ogni tempo il loro zelo ed attaccamento alla Reale Nostra persona, ed al servigio del pubb.o, Ci siamo in segno del gradimento, che ce ne risulta, ben volentieri disposti a graziarli del privilegio di Cavalierato, da loro implorato per se stessi, e loro discendenti maschi, persuasi che da questo tratto di Nostra beneficenza trarranno essi un nuovo motivo di ulteriormente distinguersi, come finora lodevolmente han fatto, tanto presso di Noi, che del pubblico stesso. Epperò informati noi mediante le giuridiche informazioni prese dei meriti dei ricorrenti, e di concorrere in loro le qualità di nascita, civile buona parentela, onestà di costumi, e ricco patrimonio, onde poter vivere col decoro corrispondente al carattere e grado di Cav.ri, in vigor del presente di certa Nostra scienza, R.a autorità, ed avuto il parere del Nostro Consiglio, concediamo ai narrati Avv. Pietro, e Benedetto fratelli Ballero, ed ai loro figli, e discendenti maschi il privilegio del Cavalierato, per mezzo del quale siano i medesimi per l’avvenire denominati, ed intitolati cavalieri, possano cinger spada, e portar tutte le altre divise, ed ornamenti propri della dignità e grado cavaleresco con godere di tutti gli altri privilegi, prerogative, esenzioni, libertà, distinzioni, ed onori che di ragione, e giusta le Prammatiche, e Capitoli di Corte, usi stili, e consuetudini di questo Nostro Regno, godono, possono, e sogliono godere in qualunque occorrenza gli altri Cavalieri decorati del cingolo militare, con ciò che i med.mi Avv. Pietro, e Benedetto fratelli Ballero vengano prima, e secondo il solito armati Cavalieri, e mandiamo a tutti i nostri Magistrati, Ministri, ed Ufficiali, titolati, Nobili, e cavalieri, e generalmente a tutti i Nostri sudditi di stimarli, e riputarli per Cavalieri da Noi, come sovra costituiti, con farli e lasciarli godere delle cose suddette, ed il presente registrarsi presso lo Scrivano del Razionale che tale è la Nostra mente.
Dat. Cagliari, lì dodici del mese di Novembre l’anno del Signore Mille Settecento Novantanove, e del Nostro Regno il quarto.
Carlo Emanuele.
Privilegio di nobiltà
Carlo Emanuele, per Grazia di Dio, Re di Sardegna, di Cipro e di Gerusalemme,