Concessione del titolo di Conte di Mont’Elva a Stefano Ledà

18.1.1828

Carlo Felice,
Ad una distinzione di natali accoppiano il Cav. Dn. Stefano Ledà d’Ittiri molte pregievoli doti derivanti dai servizi che egli con merito di lode ha prestato nella carriera delle armi cominciando fin dal 1806, in cui fu nominato Sottotenente Sovrannumerario nel Reggimento Sardo, ed ove diede prove non dubbie del suo impegno in adempiere ai doveri annessi al posto d’un onorato ufficiale, ci siamo di buon grado degnati d’accondiscendere alle supplicazioni dal medesimo rassegnateci per conseguire il titolo e la dignità di Conte col predicato di Mont’Elva trasmissibile ai suoi discendenti maschi con ordine di primogenitura in considerazione anche della servitù da lui fedelmente prestataci nella qualità di Maresciallo d’alloggio nelle nostre Guardie del Corpo, e dell’attuale di lui carica di Commissario Generale della Cavalleria Miliziana del Capo di Sassari e Logudoro, persuasi Noi essendo che il predetto cav. riconoscerà in questo tratto della Sovrana nostra bontà un nuovo attestato della R.le nostra propensione a di lui riguardo, e che non cesserà perciò di corrispondervi col darci nuove prove del suo costante ed operoso zelo, pel bene del Nostro pubblico servizio. Epperciò, per il presente di certa nostra Scienza, R.a autorità ed avuto il parere del nostro consiglio abbiamo accordato al prenominato Cav.e Don Stefano Ledà d’Ittiri Commissario Generale della Cavalleria Miliziana del Capo di Sassari e Logudoro ed ai di lui discendenti maschi con ordine di primogenitura il titolo e dignità di Conte col predicato di Mont’Elva senza pagamento di finanza con tutti gli onori, privilegi, prerogative, preminenze, ed altre cose, delle quali gioiscono e possono gioire tutti coloro che hanno simile titolo e dignità nei Stati nostri. Mandiamo pertanto al Nostro Vicerè, Luogotenente e Capitano Generale del Regno, a tutti li Nostri ministri, Magistrati ed uffiziali tanto di qua, che di là del mare, ed a chiunque altro fia spediente, di riconoscere, stimare e riputare il predetto Cav. Don Stefano Ledà d’Ittiri e suoi discendenti maschi primogeniti per veri Conti di Mont’Elva come sovra da noi creati, con farli e lasciarli godere delle cose suddette, volendo che il presente sia registrato presso lo Scrivano del Razionale, tale essendo il Nostro volere.
Dat. in Torino il giorno 18 del mese di Gennaio l’anno del Signore 1828, e del Regno Nostro l’ottavo.
Carlo Felice.