Privilegio di cavalierato e nobiltÓ a Michele Serra

23.8.1791

Privilegio di cavalierato

Vittorio Amedeo, per Grazia di Dio, Re di Sardegna, di Cipro e di Gerusalemme,
E’ a noi ricorso il Capitano della Fanteria Miliziana Michele Serra del villaggio di Utta per ottenere il privilegio del cavalierato e nobiltà per sé, e pei suoi figlioli, e discendenti maschi mediante il pagamento della solita finanza di Lire sei mila di Piemonte. Dalle informazioni giuridiche, cui si è fatto procedere a di lui riguardo, essendo risultato concorrere in esso i necessari requisiti della civiltà, della nascita e parentela, onestà di costumi, e sufficienza di patrimonio per vivere col decoro corrispondente al grado, e carattere di cavaliere ci siamo degnati di accogliere favorevolmente la di lui domanda; Epperò mentre con altro nostro Diploma del giorno d’oggi gli concediamo il privilegio di Nobiltà, in vigore del presente di certa nostra scienza, Regia autorità, ed avuto il parere del nostro Consiglio, accordiamo allo stesso Michele Serra, ed a suoi figliuoli discendenti maschi il privilegio del Cavalierato, sicché egli, ed i medesimi siano per l’avvenire denominati, ed intitolati Cavalieri, possano cinger spada, e portare tutte le altre divise ed ornamenti proprii dell’equestre dignità, con godere di tutti gli altri privilegii, prerogative, esenzioni, libertà, distinzioni, ed onorificenze, che di ragione e giusta le prammatiche, Capitoli di Corte, usi, stili e consuetudini del Regno nostro di Sardegna godono, possono e sogliono godere in qualunque occorrenza gli altri Cavalieri decorati del cingolo militare, con ciò che il medesimo Michele Serra venga prima, e secondo il solito armato Cavaliere, a qual fine autorizziamo il nostro Viceré, Luogotenente e Capitano Generale, o chi da lui in nome nostro deputato, e paghi alla nostra Tesoreria generale del Regno l’accennata somma di Lire seimila di Piemonte, mandando ad esso Viceré, a tutti i nostri Ministri, Magistrati, ed Uffiziali, ai titolati, Nobili, e Cavalieri, e generalmente a tutti i nostri Sudditi sì Regnicoli che di terraferma, di stimarlo, e riputarlo per Cavaliere da noi, come sovra costituito con farlo e lasciarlo godere delle cose suddette, ed il presente registrarsi presso lo Scrivano del Razionale che tale è la Nostra mente.
Dat. in Moncalieri, lì ventitrè del mese d’Agosto, l’anno del Signore Mille Settecento Novantuno, e del nostro Regno il decimonono.
Vittorio Amedeo.

Privilegio di nobiltà

Vittorio Amedeo, per Grazia di Dio, Re di Sardegna, di Cipro e di Gerusalemme,
Nel decorar con altro nostro Diploma del giorno d’oggi il Capitano della Fanteria miliziana Michele Serra del villaggio di Utta, ed i suoi figliuoli, e discendenti maschii del Privilegio del Cavalierato, essendoci riservati del conceder loro anche quello di Nobiltà, perciò in vigore del presente di certa Nostra Scienza, Regia autorità, ed avuto il parere del nostro Consiglio accordiamo al nominato Michele Serra, ed ai suoi figliuoli, e discendenti maschii il privilegio di nobiltà, creandoli, e dichiarandoli veri nobili sicché siano per l’avvenire considerati, e qualificati per tali da ogni persona di qualsivoglia stato, grado e condizione sì in giudizio che fuori, ed in ogni atto pubblico, e privato, ed abbiano a godere di tutti gli onori, dignità, franchigie, privilegi, distinzioni, grazie, ed indulti di cui per dritto, ed in vigore del disposto dalle Regie Prammatiche, Capitoli di Corte, usi, stili e consuetudini del Regno nostro di Sardegna godono, possono e sogliono godere gli altri Nobili del medesimo. Mandiamo pertanto al nostro Viceré, Luogotenente, e Capitano Generale di esso Regno, a tutti i nostri Ministri, Magistrati ed Uffiziali, ai titolati, nobili, e Cavalieri, e generalmente a tutti i nostri sudditi di osservare e far osservare il disposto dal presente, che dovrà registrarsi presso lo Scrivano del Razionale, che tale è la nostra mente.
Dat. in Moncalieri, lì ventitrè del mese d’Agosto, l’anno del Signore Mille Settecento Novantuno, e del nostro Regno il decimonono.
Vittorio Amedeo.