Privilegio di cavalierato e nobiltÓ ad Antonio Vincenzo Mameli

7.5.1784

Privilegio di cavalierato

Vittorio Amedeo, per Grazia di Dio, Re di Sardegna, di Cipro e di Gerusalemme,
Tra gli altri mezzi con cui è in ogni tempo piacciuto sì a noi, che ai Reali nostri Predecessori di beneficare i sudditi del Regno nostro di Sardegna che si sono particolarmente distinti pel Regio Nostro Servizio e del Pubblico, uno dei principali si è quello del privilegio del Cavalierato, e nobiltà per coloro che si sono trovati forniti degli altri requisiti necessarii a poterne venir decorati. Aspirando al medesimo il D.re Antonio Vincenzo Mameli Seg.ro del Nostro Patrimonio in Cagliari, ed Archivista Regio delle Scritture a questo appartenenti ci ha al fine di ottenerlo rappresentata in primo luogo, e comprovata eziandio con documenti autentici l’antica civiltà della sua famiglia tanto dal canto paterno, che materno, d’essere il di lui padre già riconosciuto per nobile dall’Imperatore Carlo Sesto, stato da esso provvisto prima d’un posto d’uffiziale nella Seg.ria di Stato, e di Guerra in Sicilia, e poi della Carica di suo Seg.ro Onorario; e che la sua madre era dell’ill.e casato d’Olmediglia in Spagna; e ci ha successivamente esposti i suoi servizii d’anni trenta e pià prima nell’ordinamento delle Carte dei Regii Nostri Archivii di Cagliari, indi nell’economica amministrazione delle miniere, poscia come Avv.o Fis.le Patrim.le dell’Insinuazione in quel Capo, in appresso come Vice Intend.e Gen.le provvisionale nel Capo di Sassari e finalmente da ormai dieci anni nell’attuale sua qualità. Nel prendere Noi in benigna considerazione sì lunghi e lodevoli di lui servizii ci siamo anche fatto presente il merito singolare del D.re e Canonico nella Chiesa Metropolitana di Cagliari suo fratello, Professore Emerito di Sacri Canoni in quella Nostra Università e Giudice Appostolico delle appellazioni, e gravami nel Regno, stato altresì particolarmente commendato dal Nostro Viceré, e ci siamo quindi, anche sugli accertati riscontri avuti, che concorrano nell’Esp.te gli altri requisiti prescritti dai Regi Regolamenti de’ 12 aprile 1755 di buon grado degnati di dare ad amendue un distinto contrassegno del Nostro Reale gradimento con accordare al nominato D.re Antonio Vincenzo Mameli ed ai suoi figlii, e discendenti maschi l’implorato privilegio del Cavalierato e Nobiltà che nell’animare il medesimo, ed il mentovato suo fratello alla continuazione dei zelanti loro servizii, sia anche di stimolo agli stessi figliuoli, e discendenti da esso Dottore Antonio Vincenzo a camminare sulle loro traccie.
Epperciò, mentre con altro nostro diploma del giorno d’oggi accordiamo al suddetto D.re Antonio Vincenzo Mameli, Seg.ro del Nostro Patrimonio in Cagliari, e Regio Archivista delle Scritture del medesimo, ed ai suoi figliuoli, e discendenti maschi il privilegio di Nobiltà, in vigore del presente di certa nostra scienza, Regia autorità, e avuto il parere del nostro Consiglio concediamo loro, senza pagamento d’alcuna finanza, quello del Cavalierato, sicché egli e detti suoi figliuoli, e discendenti maschi siano per l’avvenire denominati, ed intitolati Cavaliere, possano cinger spada, e portare tutte le altre divise, ed ornamenti proprii dell’equestre dignità con godere di tutte le altre prerogative, esenzioni, libertà, distinzioni, ed onorificenze delle quali di ragione, e giusta le prammatiche, Capitoli di Corte, usi, stili e consuetudini del Regno nostro di Sardegna possono e sogliono godere in qualunque occorrenza gli altri cavalieri decorati del cingolo militare, con ciò, che lo stesso D.re Antonio Vincenzo Mameli venga prima, secondo il solito, armato Cavaliere, a qual fine autorizziamo il nostro Viceré, Luogotenente e Capitano Gen.le del Regno, a tutti i Nostri Ministri, Magistrati ed Uffiziali, ai titolati, Nobili, e Cavalieri, e generalmente a tutti i nostri sudditi di stimare, riconoscere, e riputare il medesimo D.re Antonio Vincenzo Mameli, e suoi figliuoli e discendenti suddetti per Cavalieri da noi come sopra legittimamente creati e costituiti, con fargli, e lasciargli godere delle cose avanti espresse, ed il presente registrarsi presso lo Scrivano del Razionale che tale è la Nostra mente.
Dat. dalla Veneria Reale lì 7 del mese di Maggio l’anno del Signore Mille Settecento ottantaquattro, e del Regno nostro il duodecimo.
Vittorio Ammedeo.

Privilegio di nobiltà

Vittorio Amedeo, per Grazia di Dio, Re di Sardegna, di Cipro e di Gerusalemme,
Dopo d’essersi con altro nostro Diploma del giorno d’oggi degnati di accordare al D.re Antonio Vincenzo Mameli, Seg.ro del Reale Nostro Patrimonio in Cagliari e Regio Archivista delle Scritture appartenenti al medesimo come pure a’ suoi figliuoli e discendenti maschii il privilegio del Cavalierato, volendo ora per un nuovo effetto delle nostre Grazie decorargli anche di quello di Nobiltà, quindi è che in vigore del presente di certa nostra scienza, Regia autorità, ed avuto il parere del nostro Consiglio concediamo ad esso D.re Antonio Vincenzo Mameli, ed ai suoi figliuoli, e discendenti maschi, senza pagamento di alcuna finanza, il privilegio di Nobiltà, sicché per l’avvenire siano considerati, stimati e qualificati per Nobili da ogni persona di qualsivoglia stato, grado e condizione, e sì in giudizio che fuori, ed in ogni atto pubblico, e privato, ed abbiano a godere di tutti gli onori, dignità, ragioni, libertà, insegne, distinzioni, grazie, indulti, di cui per dritto, ed in virtù del disposto dalle Prammatiche, Capitoli di Corte, usi, stili e consuetudini del Regno nostro di Sardegna godono, possono e sogliono godere gli altri nobili del medesimo. Mandiamo pertanto al nostro Viceré, Luog.te, Capitano Generale di esso Regno, a tutti i nostri Ministri, Magistrati ed Uffiziali ai Titolati, Nobili, e Cavalieri, e generalmente a tutti i nostri sudditi di osservare e far osservare ed il presente registrarsi presso lo Scrivano del Razionale, che tale è la nostra mente.
Dat. dalla Veneria Reale lì 7 del mese di Maggio l’anno del Signore Mille Settecento ottantaquattro, e del Regno nostro il duodecimo.
Vittorio Amedeo.