Stefano Manca di Villahermosa

Il Generale Don Stefano Manca dei Baroni di Thiesi, poi Marchese di Villahermosa e Santa Croce, Cavaliere dell'Ordine Supremo della SS. Annunziata, Gran Maestro d'Artiglieria nei Regi Stati, nacque a Cagliari il 20 Novembre 1767 da Don Giacomo e da Donna Caterina Aymerich dei Marchesi di Laconi.
Egli fu un'abile uomo di Stato e un ammirevole militare, stimatissimo dai Principi Sabaudi, specialmente dal Duca del Genevese, poi Re Carlo Felice, di cui fu intimo consigliere.
Entrato in giovane età in qualità di paggio alla Corte di Vittorio Amedeo III, presto si distinse per le sue qualità politiche e militari.
Creato Collare dell'Annunziata nel 1821, nello stesso anno fu inviato come deputato dei Tre Stamenti alla Corte di Torino per presentarne gli omaggi al novello Re Carlo Felice.
Fece parte del seguito del suddetto Re al Consiglio di Verona nel 1822, e in quell'occasione fu decorato dall'Imperatore d'Austria della Gran Croce di Santo Stefano d'Ungheria e dallo Czar Alessandro I delle insegne dell'Ordine di Alexandre Nevsky. Nel 1831 il Re Carlo Alberto lo nominò Generale di Cavalleria e Gran Maestro d'Artiglieria nei Regi Stati, carica solitamente riservata al Principe Ereditario.
Morì improvvisamente a Genova il 16 Luglio 1838, mentre si recava a Torino, ove fu sepolto.
Nel 1804 Don Stefano Manca di Villahermosa entrava in trattative matrimoniali con Donna Anna Maria Manca Amat dei Duchi dell'Asinara.
Il Barone di Sorso, zio della sposa, Cavaliere dell'Ordine Supremo della SS. Annunziata, chiede al Re il tradizionale consenso.


Il Re di Sardegna, di Cipro e di Gerusalemme

"Barone di Sorso mio Cugino, Ci è pervenuto il vostro foglio, col quale indicandoci il matrimonio che il Cav. Stefano Manca di Tiesi intenderebbe contrarre colla vostra nipote Donna Anna Maria Manca di Mores, ce ne chiedete il permesso, tanto in nome del predetto Cav. di Tiesi, che del Duca dell'Asinara, Avolo della sposa. A seconda pertanto del vostro desiderio vi diciamo che ravvisando Noi in questa unione la reciproca convenienza d'ambe le parti contraenti, vi prestiamo tanto più volentieri il nostro assenso in quanto che bramiamo sempre di avere incontri a manifestarvi la parte che prendiamo a tutto ciò che vi concerne e la stima particolare che facciamo materialmente della vostra persona, mentre preghiamo il Signore che vi conservi."

Gaeta li 3 agosto 1804.

V. EMANUELE

Tabasso

Al Barone di Sorso.


Lettera di Carlo Felice, allora ancora Duca del Genevese, al Villahermosa, in cui gli parla del suo fidanzamento con Maria Cristina di Borbone, dimostrando così la loro intima amicizia.

le 1 Décembre 1806
" J'ai reçu ces jours passé votre chère lettre, qui m'a fait un bien grand plaisir, vogant que votre santé est bonne: mais je portage bien vos affliction et les peines dans les quelles vous vous trouvez. Ma future est la fille de mon cousin Ferdinand, qui est présent à Palerme, et je crois que dans le courant de ce mois, je m'embarquerai pour aller effectuer mes noces. Ma fiancée est digne de la petite nièce de ma Méré; en a toutes les vertus et tout le mérite; elle s'appelle Christine et elle est née le 17 Janvier, c'est à dire le même jour que notre chère Caroline; à bien des années de différence cependant. Elle court vers sa 28me année; âge proportionné au mien qui court vers la 42me.Elle n'est pas belle, mais elle est grande et bien faite; blonde, blanche et jouissante d'une très bonne santé, et, ce qui est le plus essentiel, elle est un ange, aussi dans sa famille on l'appelle la Sainte; Elle sait faire toutes sortes d'ouvrages; chante très bien et joue assez bien de la harpe. Voilà que je vous en ai fait tout le portrait; je suis entré dans tous ces petits détailles, étant persuadé qu'ils ne vous ennuieront pas, connaissant tout l'intérêt que vous prenez à ce qui me regarde. Priez Dieu pour nous…… Adieu cher ami, conservez moi votre amitié. Toute notre famille se porte ben. L'aînée de ma nièce devient prodigieusement grande et jolie et d'un naturel excellent. Je vous embrasse. "

 

Una delle tante lettere che S.M. la Regina M.Carolina di Napoli scrisse al Marchese di Villahermosa, che mette in evidenza la grande stima che essa aveva per lui.

"Sono stata molto grata a quanto mi avete mandato sul felice arrivo dei miei cari figli. Dico miei, amando di cuore e con vera tenerezza il Duca (del Genevese, Carlo Felice) come se fosse mio proprio figlio, meritandolo le sue qualità e solide virtù.
Vi raccomando vivamente mia figlia. Consigliatela in tutto affinchè si renda sempre più cara al suo buon marito e a tutta la Reale Famiglia e gradita al paese. Confido in voi. contate sulla mia devota riconoscenza"
Vostra affezionatissima

CAROLINA
Palermo li 15 Ottobre 1807

(31.8.1820)
(traduzione dal francese)

(…) Spero che Gioanicco sarà perfettamente guarito. E' bello che ci sia stato il tempo di impedire la nuova rivolta che sta esplodendo in Francia ma è ben increscioso che tutto ad un tratto questa brutta malattia si manifesti in tutti i paesi d'Europa, sono sicuro, che nel fondo del vostro cuore voi troverete che ho proprio ragione ad odiare il mondo, e di vivere quanto più posso in solitudine.
Al momento occorre che vi dia notizia di Gouvon. Il salone è quasi finito, e lo troverete bello, il giardino non ha sofferto e la Capanna dell'Eremita è così graziosa che mi fa venire ancor più il desiderio di farmi eremita: naturalmente conservando la compagnia di mia moglie, così ho fatto fare due camerette che si confarranno perfettamente a noi (…)

27.4.18.. (Orri)
(traduzione dal francese)

(…)Ho riflettuto su questo affare della croce d'Aubaine, e ho pensato che sarebbe meglio che io lo scrivessi al re in una mia lettera perché la condotta equivoca che si è tenuta a questo proposito mi ha fatto ben comprendere che si voleva un parere da me per poterne scaricare sulla mia persona. Benché io non abbia mai difficoltà ad esprimere il mio parere, non ho mai voluto essere la vittima degli altri, per nessun altro motivo che quello della mia dignità che mi umilia vedere ingannata (…)


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(traduzione dal francese)

(…) Il mio cuore è in questo momento colmo del più vivo dolore dello scandalo che vi ho ancora dato stamattina per il mio impeto insistito, vi prego di essere persuaso che il mio cuore non ne ha avuto la più piccola parte, la mia mente, che i dolori e il tempo surriscaldavano in quel momento, è la sola colpevole. Io riconosco troppo il mio torto per tardare un solo istante ad affermare che io sono indegno di un tale amico come voi, ma spero sempre nella bontà del vostro carattere (…)
Ben lontano dall'essere irriconoscente per l'attaccamento di un paese che io amerò sempre sia come buono in se medesimo, sia come vostra patria, io vi assicuro che d'ora in avanti farò il possibile per fare il suo bene, io lavorerò del mio meglio ed è di tutto cuore che auguro tutte le benedizioni del cielo e io non metterò alcuna condizione e vi dimorerò fino a che il Re lo giudicherà necessario.
Addio mio carissimo amico conservatemi la vostra amicizia che è l'unica cosa che mi sia cara al mondo.


21/03/…
(traduzione dal francese)

Mio carissimo amico ho appreso con enorme piacere del vostro felice arrivo a Fordongianus, e sono molto contento che stiate bene tutti e due e che abbiate passato una gradevole serata a Barumini; ho da dirvi che Andrea aveva molti amici la sera così che non ha potuto granché intrattenere pipia bella. Vi mando una lettera del Re. È un po' tardi che ci si è accorti che Neugent è un briccone (…)

Affettuosa lettera con cui l'ex Sovrano Vittorio Emanuele I preannuncia a Stefano Villahermosa la nomina a Cavaliere dell'Annunziata concessagli dal di Lui fratello Carlo Felice, Re di Sardegna.

"Caro Cugino, la partecipazione fattami dal Re, mio Fratello Carissimo, dell'intenzione in cui era di fregiarvi dell'Ordine Supremo della S.S. Annunziata non poteva non essermi molto grata, poiché si era l'annunzio d'esser Egli disposto ad eseguire ciò che io già avevo intenzione di fare, per li servigi da Voi prestati in ogni tempo al mio Carissimo Fratello ed a me, e sarà per me ben piacevole di vederVi decorato al mio ritorno presso di Lui. Con questi sentimenti sono

Vostro Cugino e buon amico

V. EMANUELE

Lucca li 3 novembre 1821

A mio cugino
il Marchese di Villahermosa a Torino

 

Lettera di Carlo Felice al Marchese di Villahermosa, data in Genova il 1 Maggio 1826, in cui, tra le altre cose saluta affettuosamente "Gioanicco" ed Andrea, rispettivamente figlio secondogenito e fratello di Don Stefano.

Mon cher ami…..Saluez de notre part votre sœur, belle sœur, Villamarine et le personne de notre connaissance. Bien des choses à Gioanicco et Andrea mio et je vous embrasse bien tendrement.


Nel suo testamento Re Carlo Felice lascia:

…Au Marquis Etienne Manca de Villahermosa mon Capitaine de la Garde, en considération de ses longs et fidèles services, qu'il m'a rendus, et qui n'ont jamais étés interrompus, surtout depuis le 9 Octobre 1798, et son sincère attachement à ma personne, la plaque de l'Ordre de S.t Janvier en diamants et pierres précieuses, et les boucles des souliers et jarretières en diamants dont la Reine mon épouse me fit cadeau un jour de ma naissance.